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SEDUTE DI POTENZIAMENTO COGNITIVO Per bambini con Disturbi Specifici Dell’apprendimento e anziani affetti da Alzheimer e demenze

DSA

Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono un insieme di disturbi del neurosviluppo che riguardano le pricipali aree dell’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) che emergono con l’inizio del percorso di scolarizzazione, ossia nel momento in cui le capacità del bambino devono essere stimolate ed applicate.

Non si tratta di malattie in senso stretto poichè non hanno alla base un danno organico; si tratta, piuttosto, di una differente presenza ed impiego delle risorse a disposizione del bambino a carico del cervello. Non a caso, una buona percentuale dei bambini ai quali viene eseguita la diagnosi risultano ottenere un QI superiore alla media e “cadono” solo in alcune prove, come, ade esempio, la velocità di elaborazione.

Sono caratteristiche innate e non transitorie, per cui non esiste una guarigione definitiva. Esiste però la possibilità di conviverci con serenità grazie alla riabilitazione e al potenziamento, con un buon percorso di compensazione e, nei casi più ardui si associa la dispensazione, il bambino può migliorare le proprie aree deficitarie dell’apprendimento.

I principali disturbi dell’apprendimento si suddividono in:

DISLESSIA: disturbo specifico della lettura che si caratterizza con grosse difficoltà nella fluenza e correttezza.

DISGRAFIA: disturbo specifico della scrittura che riguarda gli aspetti della motricità legati al “disegno” della scrittura.

DISORTOGRAFIA: disturbo specifico della scrittura che riguarda la corretta composizione delle parole e il rispetto delle regole grammaticali e della transcodifica dagli aspetti fonologici a quelli scritti (es. omissione delle doppie, difficoltà con i gruppi consonantici complessi ecc.).

DISCALCULIA: disturbo specifico delle aree del calcolo scritto, del calcolo eseguito a mente e della rappresentazione delle operazioni aritmetiche principali.

Per diagnosticare questi disturbi il professionista utilizza un insieme di test che valutano il QI e le aree specifiche di indagine.

IL TRATTAMENTO

L’insieme delle azioni volte al miglioramento delle condizioni dell’individuo devono essere precoci, strutturate e cucite in base alle necessità del paziente; devono tener conto anche del contesto in cui l’individuo è inserito, considerando che i DSA si presentano spesso in comorbidità con altri disturbi e problematiche relative all’ansia e al comportamento; in secondo luogo il contesto scolastico/sociale potrebbe non accogliere il disturbo del paziente (es. casi di bullismo scolastico) e la famiglia potrebbe avere delle difficoltà di gestione del bambino e delle sue reazioni emotive.

Dunque l’intervento deve essere svolto a 360° sul sistema che ruota attorno al bambino in modo anche

da assicurare un clima di serenità in cui l’impegno al miglioramento sia meno faticoso possibile. Inoltre la famiglia, i pari e la scuola devono fungere da rinforzo e stimolo al miglioramento, fornendo continuità al lavoro svolto in seduta e valorizzando le risorse presenti nell’individuo preso in carico.

SVOLGIMENTO DELLA SEDUTA

-Le sedute saranno intensive con cadenza non meno che bisettimanale (minimo 2 sedute a settimana) e avranno una durata da un minimo di 30 ad un massimo di 60 minuti.* Il minimo auspicabile per ottenere dei miglioramenti è di 1-2 mesi.

-Durante le sedute il bambino deve avere il materiale necessario allo svolgimento delle attività e un ambiente sereno e neutro dove possa lavorare senza distrazioni.

-In base alla diagnosi di DSA verranno scelte le attività in maniera personalizzata e verrà fornito ai genitori il supporto necessario e le indicazioni relative alle attività da far svolgere in assenza del professionista come “mantenimento”.

-La scelta delle attività dipenderà sempre dalla diagnosi. Durante la sessione il bambino svolgerà compiti di lettura, scrittura o calcolo in base all’area deficitaria con del materiale progettato ad hoc.

-A fine attività il bambino viene premiato e rinforzato positivamente con un’attività o un gioco a scelta concordato precedentemente con i genitori in base alle preferenze.

*Come da raccomandazioni CC-ISS-2011 la pratica effettiva dell’attività richiede 15-30 minuti effettivi. Considerando l’alta distraibilità dei soggetti con DSA e la spiegazione delle consegne per le relative attività, il professionista si mette a disposizione fino ad un massimo di 60 minuti.

OBIETTIVI

-L’obiettivo cardine è il miglioramento delle aree deficitarie dell’apprendimento nel rispetto delle tempistiche soggettive di ogni bambino, oltre ad un miglioramento generalizzato dell’umore e dell’autostima rispetto all’approccio con la sua difficoltà. Il bambino deve prendere consapevolezza del proprio limite ed acquisire la motivazione a superarlo con i metodi più appropriati.

-In secondo luogo verrà favorito lo sviluppo della metacognizione, spesso assente in queste casistiche e motivo di reticenza verso lo svolgimento dei compiti.

-I genitori saranno anch’essi autonomi e capaci verso le attività da far svolgere ai propri figli per garantire la continuità del trattamento e il mantenimento dei risultati raggiunti.

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ALZHEIMER E DEMENZE

L’Alzheimer e le demenze in generale, sono malattie croniche neurodegenerative progressive ed irreversibili. Indicano una condizione in cui il soggetto affetto inizia a perdere le abilità cognitive fondamentali (memoria, funzioni esecutive, prassia e motricità, organizzazione visuo-spaziale, linguaggio, orientamento e attenzione).

L’Alzheimer rappresenta un rischio del 50% c.a di coversione dei casi di demenza, ossia la metà della popolazione affetta da demenza potrebbe “switchare” in Alzheimer nel decorso della malattia.

In genere la patologia insorge tra i 65 e i 70 anni, ma non si escludono casi di precocità della stessa, e ha carattere multifattoriale (sia genetici, sia dovuti a fattori esterni come traumi, esposizione a virus, alterazioni biochimiche ecc, contesti di vita sfavorevoli e di disagio ecc…).

La degenerazione ha una progressione relativamente costante e i sintomi, inizialmente, vengono spesso sottovalutati perchè associati all’avanzare dell’età. Solo quando si verifica una significativa perdita delle funzioni cognitive e le azioni quotidiane più semplici ed apparentemente insignificanti diventano faticose, iniziano ad emergere i sospetti da parte del contesto sociale e familiare.

I segnali principali che caratterizzano la presenza dell’Alzheimer sono le 4 A:
APRASSIA: incapacità appresa di pianificare e portare a termine azioni semplici o complesse (es. vestirsi

o prepararsi da mangiare).
AGNOSIA: difficoltà nel riconoscere i volti, gli stimoli e gli oggetti.

AFASIA: deficit nell’articolazione linguistica di parole o frasi di senso compiuto e mantenimento di coerenza nel discorso (deragliamento).

AMNESIA: perdita significativa della memoria.
Si potrebbe anche aggiungere una quinta A, ovvero l’ANEDONIA, una perdita di interesse e piacere verso

le attività quotidiane generalmente associata a stati depressivi e psicotici gravi.

L’INTERVENTO

Le azioni volte al rallentamento della demenza e delle sue sfumature necessita di precocità e attività mirate.

Le sessioni di potenziamento cognitivo devono essere studiate e variate in maniera soggettiva con un focus primario sulle aree maggiormente compromesse e un secondario rinforzo delle risorse a carico del paziente. Inoltre è necessario il supporto dei caregiver che garantiscano continuità al lavoro svolto in sessione.

Non va dimenticato il supporto a 360° sul sistema sociale e familiare, dove si verificano non di rado

situazioni di stress e burnout dovuti alla difficoltà di gestione del paziente, alle dinamiche familiari emotive interne e all’approccio alla malattia e la sua complessa e faticosa accettazione.

SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE

Le sedute saranno intensive, con cadenza bisettimanale (minimo due incontri a settimana) per una durata di 45-60 minuti.

Durante le sessioni verranno fornite al paziente schede cartacee e attrezzatura necessaria allo svolgimento di recupero delle aree deficitarie (es. parole da completare, esercizi per la memoria, labirinti, sequenze di attività manuali ecc…).

Il paziente svolgerà in serenità e con i propri tempi tutte le attività pianificate per la giornata e la famiglia avrà del materiale da somministrare durante la settimana come rinforzo-mantenimento.

OBIETTIVI

Trattandosi di malattie neurodegenerative è fuori da qualsiasi aspettativa auspicare una guarigione o il miglioramento delle aree compromesse. E’ pertanto realistico lavorare con l’obiettivo di rallentare quanto più possibile la progressione della malattia allenando la corteccia cerebrale a restare attiva ed elastica.

Si consigliano follow up annuali o semestrali di valutazione del grado di avanzamento.

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